“L’esistenza sul confine è ripiena di tensione e di movimento. In verità non è uno star fermi, ma un andare al di là ed un tornare indietro, una ripetizione dell’andare al di là e del far ritorno, un andar avanti e indietro – con lo scopo di creare una terza area al di fuori dei territori confinanti, un’area in cui si possa stare per un po’ senza essere chiusi dentro in qualche cosa di rigidamente limitato.”
Paul Tillich*
Cecilia Donaggio, è nata a Trieste, ma ha vissuto sin dall’infanzia a Roma, dove si è diplomata in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1984, in seguito si è specializzata in Computer graphics e tecniche cinematografiche e televisive presso la University of California di Los Angeles (UCLA).
Dal 1986 al 1991 ha lavorato come videografica e art-director a Milano, Roma e Napoli per UVC, CANALE 5, RAI 1, RAI 2, RAI 3.
Dal 1992 al 1996 si è dedicata esclusivamente alla ricerca artistica, sperimentando materiali e mezzi espressivi diversi, esponendo a Roma e a Trieste dove ha realizzato la sua prima personale.
Ritornata stabilmente nella sua città natale, dal 1997 si occupa di formazione, comunicazione e nuovi media in ambito sociale: consulente per la A.S.S. n°1 Triestina, collabora con la Coop. DuemilaunoAgenziaSociale e le Associazioni Arteffetto , Compagnia Instabile e ALT , per le quali realizza progetti grafici ed audiovisivi.
*Da "Sulla linea di confine” Ed. Queriniana - Paul Tillich (1886-1965) Teologo protestante"
Paesaggi azzurri, immobili e vuoti, che poi, nel video di Cecilia Donaggio, riaquistano all'improvviso la loro realtà mobile di nubi in corsa e di liquidità gorgoglianti da cui emerge la danzatrice...che balla sopra una linea di fuoco, diventata albero o corda pendente nel vuoto su cui potersi arrampicare verso altri azzurri luoghi ignoti, ora liquidi ora aerei.
Infine gli spazi di una dipinta e letteraria sequenza labirintica si animano, nel digitale, dispiegandosi, in tutte le loro sorprendenti articolazioni, all'occhio che li esplora accompagnati dalla voce narrante di Pino Roveredo nella lettura del bellissimo racconto di Borges che ha ispirato l'artista.
Nicoletta Brunner Tamburini