mag
22
2009

Verso le elezioni 2009

Il ruolo donna

Spesso mi chiedo che cosa sia la politica oggi e che cosa sarà eventualmente domani, chi sarà a rappresentarci e se tra questi ci saranno donne nelle quali si possa riconoscersi.Ho un'unica risposta sicura: sosterrò col mio voto sempre l’elezione delle candidate donne che sono le sole che mi possono rappresentare e nelle quali io mi posso identificare se non altro per l’ appartenenza di genere.Nell’ associazione che presiedo si lavora di continuo anche per avere tra i propri interlocutori più  donne e per far questo le stimoliamo a lasciarsi coinvolgere e tentare dalla politica.Tutto questo perché crediamo e credo che sia giusto per la nostra società essere adeguatamente rappresentata in parti uguali da uomini e donne cosa che e ben lontana dall’avverarsi . La politica italiana soffre di mancanza di rinnovamento, sono in molti ad affermarlo, e tra questi anche noi che proponiamo di attuare il rinnovamento agevolando l’ingresso delle donne nelle stanze dei bottoni.Non si può non ritenere ingiusto il fatto che la metà  dei cittadini (le donne) siano quasi escluse dal effettuare scelte di governo.In questi giorni si parla nuovamente di elezioni, comunali, provinciali ed europee:il 6 e 7 giugno tutti gli italiani e le italiane si recheranno alle urne per scegliere da chi farsi rappresentare. Una parte non irrisoria, valutata intorno al 30%,  rifiuterà di recarsi al voto pensando con ciò di dimostrare a tutti il proprio dissenso nei confronti di una politica che ormai appare sempre più lontana dai bisogni della gente.Se questi italiani, e queste italiane, insoddisfatti delle loro rappresentanze si recassero a votare e scegliessero di attribuire il loro voto alle candidate, qualunque sia la lista che le propone, avrebbero comunque operato una rivoluzione.Il voto alle donne scompiglia i disegni politici delle segreterie di partito, toglie potere a chi lo detiene da sempre  senza aver dato le risposte che servono, produce un rinnovamento totale della rappresentanza politica e, pertanto, sarebbe in grado di cambiare il Paese.   Non so se il cambiamento sarebbe in meglio, ma lo spero, perché sono convinta che le donne interpreterebbero la politica non  come mestiere ma con spirito di servizio  .Non è solo un luogo comune che siamo noi a tenere in piedi le famiglie, quando ciò ancora avviene; è una realtà, riconosciuta da tutti in qualunque parte del mondo. La famiglia sta in piedi grazie al nostro impegno ovvero alla genetica voglia di dare delle donne. La famiglia è l'esempio più piccolo della società. Nelle forme associative superiori invece noi donne diventiamo una sparuta minoranza. Nelle amministrazioni regionali, su 226  sindaci solo 7 sono donna. Nelle prossime elezioni quante saranno le prime cittadine?  Su 20 presidenze di Regione in Italia troviamo oggi 2 sole donne.A Montecitorio, ancor oggi solo il 18% dei seggi è impegnato da parlamentari donne, un dato che ci pone agli ultimi posti in Europa e comunque a livello di terzo mondo.Sembra di poter dedurre che in Italia le stesse prevaricazioni ed i pregiudizi che le donne subiscono nell'ambito ecclesiastico si riperquotano anche a livello di partecipazione politica.Solo il 54 % delle donne lavora, mentre gli uomini impiegati in una qualche attività remunerata sono circa l'80% del totale. Sussiste inoltre una inaccettabile disparità di trattamento retributivo che si attesta, nella media globale, intorno al 30% in meno dei colleghi.Riflettiamo insieme sulla mancanza di partecipazione di donne impegnate in politica e sulla conseguenza che ciò comporta per la società e il genere femminile.Sosteniamo col nostro voto l’impegno di quelle donne che hanno avuto l’opportunità di candidarsi senza avere però le stesse prospettive di essere elette dei candidati maschi.Auguriamoci quindi di avere più donne elette e che ognuna di loro  porti una voce femminile a sostegno di una società più giusta per tutti.La PresidenteAlessandra Battellino 

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