mar
08
2006

La lettera Prodi: donne dell'Unione, dovete contare di pił

Prodi(01-08-2005 Corriere della sera) Le parlamentari dell’Unione hanno inviato a Prodi e ai segretari di partito una lettera di protesta per la scarsa rappresentanza femminile agli Stati generali che hanno scritto la Carta della coalizione. Ecco la risposta che l’ex premier ha affidato al Corriere della Sera.

 

"Care amiche, prendo atto, ancora una volta, della vostra protesta per il troppo scarso numero di donne presenti ai lavori dell’Unione, questa volta al seminario di San Martino in Campo. Ne prendo atto proprio all’indomani della nomina di 7 donne e 5 uomini ai 12 tavoli di lavoro tematici chiamati a scrivere le linee del Programma della nostra coalizione."


 

"Considero questo il primo, concreto, risultato del mio personale impegno a sostenere le vostre ragioni e, con esse, le ragioni di tutte le donne italiane decisamente sottorappresentate nei luoghi di decisione della politica, delle istituzioni, del lavoro, e ciò in misura direttamente proporzionale al crescere dei livelli delle responsabilità. Nei giorni scorsi, e ancora in occasione dell’incontro con molte di voi alla «Fabbrica del Programma», mi sono impegnato a far emergere le «competenze» delle donne così da evitare arruolamenti dell'ultimo minuto in un eventuale, futuro, governo dell'Unione. Proprio per evitare uno spreco di risorse e il ripetersi di un’ingiustizia mi sono assunto il compito di far prevalere ai tavoli tematici la partecipazione femminile. Alle donne che ne guideranno i lavori ora è data l’opportunità di coinvolgere tante altre. Voglio ricordare ancora che nelle settimane scorse ho ricordato che una forte presenza delle donne al governo è condizione per rafforzare la democrazia e per assicurare maggiori competenze all’esecutivo e al Paese. Ma il mio impegno, da solo, non basterà a risolvere un problema così importante e decisivo per il cambiamento dell’Italia e per il funzionamento stesso della democrazia.

È evidente che il problema è oggi all’ordine del giorno della politica dell'Unione: io stesso mi farò carico di continuare a rappresentarlo sempre, in ogni circostanza. Ma occorre che siamo consapevoli che tocca a tutti gli interlocutori assumerlo in tutto il suo spessore: ai partiti, alla società civile e a voi stesse. Vi chiedo di essere perciò unite e solidali perché questo problema non riguarda solo voi ma ha a che fare con il volto nuovo dell’Italia. Questo è il momento, se lo vogliamo, di una svolta alla quale deve partecipare, portando a compimento un vero cambiamento di metodo, l’intera coalizione con i suoi partiti. Auspico, e sono certo, che vi sarà presto occasione per un confronto con voi che della politica siete già protagoniste e con quante nelle associazioni e nei luoghi vitali del Paese operano per dare più peso alla voce delle donne."

Romano Prodi

 

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