mar
08
2006

Bindi sulla presenza femminile: vera presa di coscienza?

Comunicato Stampa

"Rosy Bindi, capolista dell'Ulivo in Friuli Venezia Giulia, viene a dire a Trieste che ci sono poche donne nelle liste dei partiti per le prossime elezioni politiche, mi questa sua dichiarazione suona più come una tirata elettoralistica che una vera denuncia o presa di coscienza": lo ha detto Alessandra Battellino, candidata presidente alla Provincia di Udine per la lista civica, tutta al femminile, "Scelgo Donna". "Non mi sembra che la Bindi - ha rilevato Battellino - si sia spesa molto per la presenza femminile nelle istituzioni".

"Nelle liste di tutti partiti - ha affermato Battellino - le poche donne presenti occupano le ultime posizioni o quasi, senza nessuna possibilità di essere elette. A parte - ha aggiunto - l'eccezione dell'astrofisica Margherita Hack che è al secondo posto nella lista del Pdci, le capolista Alessandra Mussolini (Alternativa Sociale), Lidia Menapace (Rifondazione Comunista) e la stessa Rosy Bindi, sono tutte di fuori regione e candidate anche in altri collegi, per cui tirano la volta ai maschietti che sono, per i loro partiti, rigorosamente in pole position".

"Devo ripetere quindi ancora una volta - ha proseguito la candidata - i numeri sulla presenza delle donne nella vita politica italiana. Siamo una maggioranza nel Paese, ma solo il 10 per cento di noi siede nel parlamento italiano. Questa - ha precisato - è una vergogna, come è stato un insulto alla nostra intelligenza il papocchio della legge sulle quote rosa approvata al Senato, ma fuori tempo massimo per poter passare alla Camera e quindi convertita in legge". Battellino ha anche ricordato che una direttiva europea invitava già qualche anno fa tutti i paesi membri della Ue a riservare alle donne almeno il 40% di presenza nelle istituzioni, a tutti i livelli.

"Io dico - ha rilevato Battellino - che questa quota dovrebbe essere del 50% almeno, invece i politici maschi, di tutti gli schieramenti, a parole si dicono pronti per una forte presenza femminile nelle istituzioni, poi quando si tratta di passare agli atti concreti non fanno assolutamente nulla. Probabilmente - ha sottolineato - hanno paura che una cospicua presenza femminile possa togliere loro visibilità, perché le donne non se ne starebbero certo solo in Tv a promettere mari e monti, ma con la sensibilità e la concretezza che le anima darebbero sicuramente un vero contributo per risollevare le sorti di questo disgraziato paese, dove sembra che il patriarcato imperante non sia stato minimamente sconfitto dall'emancipazione e dalla lotta delle donne per la pari dignità e la pari possibilità in ogni settore della vita sociale, politica e civile, come previsto dalla Costituzione"

"La consapevolezza di essere cittadine di serie B - ha concluso Battellino - deve farci muovere per obbligare il nuovo parlamento a dare un segnale all'universo femminile di attenzione, affrontando seriamente e da subito, appena insediato, il tema del riequilibrio della rappresentanza nelle istituzioni".


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