
Nel day after della svolta cecottiana, in Convergenza si rinserrano le fila per preparare "le truppe" alla tenzone elettorale. Ma non è facile. Accolto fra gli applausi dai partiti dell'Unione, il "ribaltone" del movimento - che, su spinta dello stesso Cecotti, ha deciso di correre col centrosinistra - infatti ha provocato non pochi mal di pancia fra i cecottiani. Ma il sindaco non teme alcun ammutinamento. «Abbiamo preso questa decisione per cercare di partecipare in maniera utile alla corsa. In un partito plurale e democratico ci sono varie sensibilità e opinioni. Altrimenti si andava per acclamazione».
PASCOLAT.Ma Renzo Pascolat (fra i 7 contrari, assieme a Bassi, Bossi, Fontanini e alle tre lady) non la pensa così. Contro quello che chiama «un accordo fra codroipesi: Tonutti, Cecotti e Rossi» ha lottato fino alla fine. «Non si può dire una cosa per mesi e poi sconfessarla all'ultimo minuto. Questa decisione è stato solo un calarsi le braghe di fronte al centro-sinistra. Non ho niente contro il centrosinistra ma non credo a questa scelta». Ma Pascolat lascerà Convergenza? «Si esce da una cosa che esiste, non si può uscire da una cosa che non esiste».